Non è un Lavoro per Donne: intervista alla cantautrice, compositrice e produttrice Sitra in occasione dell’uscita del suo primo EP ‘Eclettica’.
Alessandra Del Grosso in arte Sitra è una cantautrice, compositrice e produttrice salernitana. Alessandra è sempre stata affascinata dall’arte ma prevarrà la musica fra tutte, la quale rimane una costante e una compagna di viaggio. Lo studio della musica ha solo uno scopo per lei: consolidare i mezzi per la creazione che da sempre ha origine da una forza istintiva. Alessandra è laureata al Conservatorio di Musica ‘Giuseppe Martucci’ di Salerno e lavora come produttrice per vari artisti indipendenti.
Nel 2023 pubblica 12 sue poesie con l’Edizione Dantebus e partecipa come finalista al concorso per “produttori di musica elettronica”: Open Sound. Nel 2024 partecipa al Meeting del Mare come Drum Machine performer per un artista emergente; nello stesso anno pubblica due brani “Waterfall/Waterflow” e “In Silence” dallo stile pianistico/sperimentale con l’Edizione Blue Spiral Records. Leader degli Zona Studios, un team di musicisti che hanno lo scopo di creare un’occasione di crescita per gli artisti del suo territorio.
Lo scorso 25 marzo è uscito il suo disco dal titolo ‘Eclettica’, EP autoprodotto, composto da 7 tracce di altissima qualità musicale e vocale. Ho scambiato quattro chiacchiere con Sitra sul questo suo primo lavoro e non solo.
Come è entrata la musica nella tua vita?
Sitra:”La musica ha sempre fatto parte della mia vita sin da quando ero bambina. Crescendo in una famiglia di ‘canterini’, in casa c’era musica quasi 24 ore su 24, anche se nessuno di loro l’aveva mai studiata.
A 12 anni ho insistito per iscrivermi a una scuola di musica: sognavo di formare una band con i miei fratelli. Quello che era iniziato come un gioco si è trasformato in una passione sempre più forte. Passavo ore al pianoforte, cantando i miei brani preferiti. Era il mio passatempo, ma anche il mio rifugio. A 22 anni ho iniziato il conservatorio, approfondendo il mondo della composizione e della produzione. Da allora non mi sono più fermata. Soprattutto, ho avuto la conferma che la musica sarebbe diventata la mia professione”.

Cosa hai studiato al Conservatorio e cosa ti porti dentro di questa esperienza?
Sitra:“Al conservatorio ho studiato pianoforte e tastiere elettroniche popular, un corso di laurea innovativo nato circa sette anni fa. Devo moltissimo a questa esperienza, innanzitutto perché mi ha fatto sentire a casa.
Non ero mai stata in un luogo così affine a me: mi ha fatto sentire meno sola e mi ha fatto capire che quello era il mio posto nel mondo, tra persone che condividevano la mia stessa passione. Oltre a questo, mi ha permesso di approfondire la teoria musicale, la produzione e la storia della musica, aprendomi nuovi orizzonti e arricchendo la mia cultura musicale.
Il conservatorio è anche un luogo di incontro tra musicisti e grazie a questo percorso ho trovato i miei attuali migliori amici, il mio fidanzato e la mia migliore amica. Tra loro ci sono anche i musicisti che suoneranno con me in giro il mio primo disco, ECLETTICA!”
Che rapporto hai con la tua città? Salerno è fonte di ispirazione?
Sitra:“Il mio rapporto con Salerno è stato per anni un continuo odi et amo. Ho cercato più volte di allontanarmi dalla periferia, ma col tempo ho capito che, in realtà, ne ho bisogno per sentirmi davvero me stessa.
Ho imparato a riconoscere le mie esigenze: sono per natura solitaria, ho bisogno di spazi aperti, di natura e di silenzio. È così che ho riscoperto il valore della mia città e la potenza della sua bellezza.
Salerno è per me un’immensa fonte di ispirazione, perché, in fondo, dove c’è il mare, c’è la poesia. Per questo ho scelto di restare e di aprire una mia piccola attività musicale, con l’obiettivo di creare nuove opportunità di crescita per il mio territorio“.
Mi racconti come è nato il tuo primo EP. Quali sono le emozioni e le storie che ci sono finite dentro?
Sitra:“Il disco nasce dall’esigenza di esprimere la mia creatività e prende forma nel momento in cui acquisisco piena consapevolezza di ciò che desidero davvero per me. Nel 2022 attraverso un momento delicato, che però mi permette di riappropriarmi della mia voce, in cui avevo smesso di credere. Questa fase segna la mia rinascita personale e da questa esperienza nasce Luce. Da lì, non mi sono più fermata: ho continuato a scrivere, completando brani già iniziati e definendone gli arrangiamenti.
Le emozioni racchiuse in questo disco sono molteplici: è una sorta di grande sintesi della mia vita fino a oggi. I brani parlano di amore, di dolore e del suo superamento, del desiderio di andare avanti, lasciarsi il passato alle spalle e vivere il futuro con maggiore leggerezza. In Luce affronto il tema dell’unicità e dell’accettazione di sé, opponendomi a una società che tende all’omologazione. In Subconscio parlo dell’importanza di lasciarsi andare, perché nulla è davvero sotto il nostro controllo: la vita è imprevedibile, nel bene e nel male. Sottolineo anche quanto sia fondamentale rallentare per tornare ad ascoltarsi. Il disco si chiude con Eden, un brano ispirato alle feste baccanali dell’antica Grecia, momenti di liberazione del corpo e dell’anima. In questo disco, insomma, canto la mia rinascita e la ritrovata libertà!”
In tema di diritti per le professioniste del mondo musicale (cantautrici, autrici, musiciste, addette ai lavori, ecc.) secondo te, quali sono le battaglie da dover portare avanti nei prossimi anni?
Sitra:“Voglio iniziare con un momento di gratitudine verso chi, con il proprio impegno, ha contribuito ai progressi degli ultimi anni. È grazie a questi cambiamenti se oggi posso celebrare questo primo traguardo.
Ho avuto la possibilità di studiare con pari opportunità e diritti. Nonostante mi sia spesso ritrovata in minoranza nei corsi di produzione e tecnico del suono, non ho mai subito discriminazioni. Per questo posso dirlo a gran voce: la mia generazione ha già una mentalità inclusiva. Chi, purtroppo, crea ancora molti ostacoli sono i docenti, in gran parte uomini di un’altra epoca, con una mentalità retrograda, sessista, omofoba e patriarcale.
Sono convinta che il vero cambiamento avverrà con un naturale cambio di guardia. L’inclusione delle donne nel settore discografico crescerà di pari passo con l’evoluzione culturale del Paese e con una piena integrazione femminile nel mondo del lavoro, con tutti i diritti che le spettano”.